Juve non patteggia, per Ziliani non ci sono dubbi: “Se gli va bene sarà Serie B con penalizzazione”

Paolo Ziliani, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha commentato così il deferimento Juventus per la manovra stipendi e i rapporti con agenti e club amici: "Dunque la Juventus è stata deferita e andrà a processo. Niente di inatteso (la sorpresa, semmai, era che la Procura federale ci stesse mettendo tanto a farlo, visto che il termine era scattato il 12 maggio, 30 giorni dopo la comunicazione alla Juve di fine indagine del 12 aprile), anche se una sorpresa, e non piccola, il procuratore Chinè l’ha sfoderata: oltre che per le “manovre stipendi” (due) e per i rapporti con gli “agenti collusi”, il club bianconero è stato deferito anche per i rapporti con i “club amici”, le sei società (Atalanta, Sassuolo, Udinese, Sampdoria, Bologna e Cagliari) che si sono prestate a farle da sponda nel portare a termine operazioni di calciomercato con modalità illecite. Parlo di sorpresa perchè questo filone, quello delle “succursali”, era stato rinviato alla stagione prossima in attesa che le Procure delle sei città interessate svolgessero le loro indagini. Invece per la Juventus il giudizio “anche” su questo filone d’inchiesta verrà dato subito, fra pochi giorni, a giugno: anche perchè la mole probatoria in possesso della Procura è, per tutti questi filoni, “impressionante”, per usare l’aggettivo citato sia dalla Corte d’Appello sia dal Collegio di Garanzia. Questo particolare, l’aggiunto di un ulteriore capo d’accusa, svela tuttavia molte cose delle trattative segrete che sono state intessute tra Chinè e Scanavino e Calvo (si fa prima a dire Elkann) nei 7 giorni di “tempo sospeso” intercorsi tra il 12 maggio, giorno in cui avrebbe dovuto scattare il deferimento, e oggi 19 maggio.
La trattativa per andare al patteggiamento prima del deferimento, che sarebbe stato conveniente per la Juventus (avrebbe avuto lo sconto di metà della pena), è naufragata per la pretesa del club bianconero di chiudere l’intero capitolo con una maxi ammenda e nessuna sanzione per la squadra. Chinè, che pure ha dimostrato negli anni di avere verso Madama un animo buono e compassionevole, ha ritenuto irricevibile la proposta: e a quel punto è andato deciso verso il deferimento rendendo più pesante il fardello di accuse cui la Juve dovrà rispondere con l’inserimento a sorpresa anche del filone “club succursali”, una vera zavorra.
Il processo verrà allestito in tempi brevi e primo e secondo grado verranno conclusi a giugno, entro il giorno 30 (data di chiusura della stagione calcistica). Naturalmente, la Juventus ha ancora la possibilità di chiedere il patteggiamento, purché lo faccia prima dell’inizio del dibattimento; godrebbe in questo caso dello sconto di un terzo della pena, ma risulta difficile pensare che ciò possa avvenire: non si capisce perchè allora Madama non abbia patteggiato prima del deferimento, avvantaggiandosi di uno sconto di metà della pena. Personalmente ero convintissimo che al patteggiamento si sarebbe andati: forse mi sono sbagliato. Temo che per la Juventus affrontare un processo così impegnativo, con i giudici che dispongono di montagne di prove provate di colpevolezza, di intercettazioni confessorie, di documenti perquisiti, di ammissioni dei tesserati, sarà una Waterloo. Se andrà bene sarà come nel 2006 a Calciopoli: B con penalizzazione. Ma deve andare molto, molto, molto bene".
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