Lukaku a Crc: "Qui emozioni uniche, dissi 'sì' a Conte dopo un minuto! Scudetto? Tutte finali. Sul Maradona..."

"Dopo un paio di giorni già sai di rappresentare un popolo. Ho subito capito che Napoli è tutto per la gente. Da anni Dries mi parlava di tutto questo. Ero già preparato, ma quando sono arrivato ho sentito davvero l'amore e la passione della gente. Per noi giocatori questa è una carica incredibile. Per un giocatore è una sensazione unica. Io sono concentrato sul campo ma è bello sentire il calore e l'affetto della gente". Comincia così l'intervista di Romelu Lukaku, presente negli studi di Radio Crc.
"Il mio discorso in nazionale? Non avevo visto quella camera lì presente, dovevo mandarla via (ride, ndr). Comunque dobbiamo pensare partita per partite e poi vediamo dove arrivare. Per noi ogni gara è una finale e la prepariamo così anche in allenamento".
Raggiungere il gol numero 400 contro il Milan? È stato incredibile, ma per me conta soprattutto la prestazione della squadra. Sappiamo di affrontare un avversario forte, pieno di qualità, ma ci prepareremo al meglio per ottenere un grande risultato. Ho fiducia nel lavoro che stiamo facendo con il mister."
"Il gol contro il Milan uno dei più belli della stagione? Può essere, è una rete che mi rappresenta: attacco la profondità su un gran passaggio di Anguissa. Ma oltre al gol, è stata una prestazione di squadra molto positiva."
"Come sono arrivato al Napoli? Conte mi aveva chiamato con largo anticipo e io gli ho detto sì praticamente subito. Sappiamo entrambi ciò di cui ho bisogno per rendere al meglio, non servono tante parole."
"Rapporto speciale con Conte? Non ho alcun trattamento di favore, anzi, con me è più severo perché si aspetta molto. A me piace questa responsabilità, mi ha fatto crescere e migliorare nel corso della carriera. Gli sarò sempre grato per questo."
"Lotta scudetto con Inter e Atalanta? L'Inter parte favorita, lo dicono tutti. Hanno una rosa ampia e di grandissima qualità, bisogna essere onesti. L'Atalanta sta facendo un grande percorso, lo scorso anno ha vinto l'Europa League e ora sta crescendo ulteriormente. Noi vogliamo prenderci una rivincita, nessuno si aspettava ci saremmo trovati in questa posizione, ma ora siamo qui e dobbiamo continuare a lavorare duramente. Per realizzare i propri sogni bisogna dare tutto ogni giorno ed essere pronti a qualsiasi sfida."
"Quando sei parte di un ciclo vincente, devi alzare sempre l'asticella. Gli altri migliorano e tu devi fare lo stesso. I tifosi vogliono vivere ancora quella sensazione di vittoria, rivincere è ancora più bello. Il mister da calciatore ha sempre assaporato ogni vittoria come fosse la prima, vogliamo farlo anche noi per questa città. Non ci sentiamo appagati."
"Mi sento un po' napoletano? Ogni giorno di più. Ho parlato con Mertens di recente, lui vuole tornare qui a vivere dopo il ritiro. Grazie a lui ho conosciuto persone splendide, legami che dureranno per tutta la vita."
"Un futuro da allenatore? Penso di sì, una parte di me lo crede. Un'altra parte, però, ha ancora qualche dubbio. Alla fine della stagione inizierò i corsi UEFA A e UEFA B e vedrò cosa sento di fare."
"Il primo gol al Maradona? Durante il riscaldamento ho sentito un calore incredibile dai tifosi, mai provato prima. Dopo la partita ho chiesto a Mertens se fosse sempre così, lui mi ha confermato che è una costante. L'urlo del pubblico ti spinge, mette pressione agli avversari. Quando succede, per loro diventa difficile, è una questione mentale che ti dà ancora più carica."
"Comunicazione tra attaccanti? Essenziale. Parliamo molto tra noi, con Raspadori, Simeone, tutti abbiamo caratteristiche diverse ma possiamo giocare insieme. Questo aiuta anche il mister a prendere decisioni e, se c'è intesa, i risultati arrivano. Siamo un gruppo affiatato anche fuori dal campo: ogni martedì organizziamo tornei di Call of Duty, siamo sempre 10-12 giocatori."
"Gioco ai videogiochi anche con i miei figli, tra Fortnite e giochi di calcio. Mio figlio? Quest'anno è al secondo anno all'Anderlecht, si sta divertendo. Vuole giocare in attacco, non in difesa. Sicuramente è più tecnico di me, all'Anderlecht lavorano molto bene. Io non interferisco con gli allenatori, ovviamente."
"La mia Napoli? Mertens mi ha consigliato Posillipo, passeggiare guardando il mare mi dà pace. Non sono ancora riuscito ad andare sulle isole, con gli allenamenti è complicato. Ma il calcio per me viene prima di tutto, anche se ogni tanto staccare qualche ora fa bene."
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